IL CONCENTRATO PIASTRINICO IN OCULISTICA

È noto a tutti che l’utilizzo degli occhi e dell’apparato visivo assumono un ruolo fondamentale nello svolgimento delle nostre attività quotidiane: leggiamo, guidiamo, usiamo il computer tante ore, utilizziamo gli smartphone con cui comunichiamo costantemente, studiamo, guardiamo la televisione, pratichiamo attività sportive.

Pertanto è indispensabile avere tale apparato perfettamente funzionante, efficiente e in caso di patologie, in equilibrio costante. Utilizzare in qualità massimale la vista, significa non stancarsi, non stressarsi, non avere i sintomi da affaticamento che generalmente viene riscontrato in numerosi pazienti.

Uno dei principali problemi del discomfort visivo è attribuibile alle patologie del film lacrimale: l’occhio secco, le cheratopatie, l’alterazione della densità lacrimale, il mancato uso o non corretto utilizzo degli occhiali e delle LAC (lenti a contatto), gli esiti di precedenti interventi agli occhi, l’assunzione di farmaci o patologie che possono interferire con l’apparato lacrimale, generano una serie di disturbi corneali e della visione. 

L’uso, in queste circostanze, di fattori di crescita piastrinici o PRP (Platelet Rich Plasma, traducibile in plasma ricco di piastrine), aiutano a ristabilire la normalità del film lacrimale, situazione che risulta sempre più difficoltosa utilizzando colliri, sostituiti lacrimali o altre sostanze farmacologiche medicate.

Le piastrine, infatti, sono paragonabili a dei laboratori-magazzini cellulari che elaborano, stipano e rilasciano (se attivate) numerosi fattori di crescita (Grow Factors) capaci di stimolare la replicazione delle varie cellule del corpo umano, quali fibroblasti, osteoblasti e le cellule endoteliali.

La nostra esperienza di oltre 4 anni, a Torino, ha permesso l’utilizzo di un collirio di lisato piastrinico in un elevato numero di pazienti trattati, con una risoluzione, ad oggi, completa.

Il paziente che presenta questo tipo di patologie, quali la cheratocongiuntivite secca, l’epiteliopatia cronica della cornea, la congiuntivite subacuta continua o la vera e propria secchezza oculare, previ esami oculistici, accertamenti e screening epidemiologici e dopo attenta scrematura, è un soggetto a cui si può prescrivere questa terapia.

Al paziente  viene prelevata una piccola quantità di sangue che trattata permette la preparazione di  un collirio personalizzato, attraverso processi di centrifugazione e separazione cellulare per formare un gel piastrinico trasparente, ricco di sostanze rigeneranti (PDGF, TGF-B, IGF I-II, FGFB, EGF) e che viene successivamente consegnato al paziente, come collirio monodose da conservare in frigorifero.

La terapia può durare qualche mese ed il recupero e il miglioramento funzionale e della sintomatologia avviene in poche settimane.

Solo per informazione il PRP viene utilizzato in molti settori della medicina, in chirurgia maxillo facciale, nel trattamento delle piaghe da decupito, in dermatologia, per la ricrescita dei capelli, in ortopedia e soprattutto in medicina estetica.

Fino ad oggi, non è stata riscontrata alcuna complicazione con l’utilizzo di questa autoterapia, i pazienti sono tutti soddisfatti, le patologie sono state quasi, se non completamente, risolte.

Innumerevoli i vantaggi apportati da questa terapia, che permette di evitare la somministrazione di farmaci cortisonici, antibiotici, antistaminici e antiperemici: tali molecole, infatti, contengono spesso sostanze stabilizzanti terapeutiche ma a lungo termine irritanti per gli occhi del paziente.

Il PRP impedisce l’intossicazione cronica causata da queste molecole, che certamente fanno bene nell’immediato ma nel tempo producono risposte secondarie con dipendenza farmacologica e cronicizzazione della sintomatologia, per il classico e tipico effetto “rebound” ( = i sintomi si ripresentano).